venerdì 28 dicembre 2007

New Year's Day in New York



Hi guys! how pass it to you in that bad brescia place? Here in New york everything is fantastic, obviously ,if you are a quite rich type me. At Christmas, my father has given me a Porsc*e 911 Carrera, and a cheque of 100000 dollars to spending how I like. The New Year's Day I will do myself a beautiful turn with my private jet which has given me my father last year, I pass on your party by poor mans', I throw a little shit down, park to mahnattan and go to sleep. Sorry, but maybe I am a little drunk this evening. Beyond this, I can tell you that winter New york is wonderful, this year has not snowed, on the contrary there is a really meek climate. And you how pass it to you, you have received the Christmas gifts? Do you need a loan?Now, I go to take mine beautiful girl to her home, otherwise her beginning gets angry begin it of the year badly. See you soon then, meantime good 2009... I am too much ahead!
(Steve Maggioni)

martedì 25 dicembre 2007

Buon natale.


giovedì 20 dicembre 2007

Rejoice - Il Mio Libro Con Gli U2 (spudorata autorecensione)


"Rejoice - La mia vita con gli U2" è un romanzo di Luciano Londino.
Disponibile in download gratuito su www.lulu.com in pdf.
In formato stampa A5 e rilegatura termica a €9.99 escluse spese di spedizione.

Può una rock band influenzare e determinare decisioni importanti, occupare tutte le sfumature di colore del quotidiano fino a diventare lessico emotivo e familiare?
Può un concerto degli U2 essere il crocevia di una vita serena e disordinata, ironica e romantica come quella di Lu, ventisei anni, aspirante pubblicitario e dee jay a tempo perso?
E la passione per la musica, arriva a dare le risposte che non si trovano al mattino in ufficio, e la sera sul divano, e la notte nelle lenzuola?
Questa storia è un ritratto, e una confessione.
Il ritratto di una vita possibile, e di un ragazzo normale. Lu ha una famiglia affettuosa, una sorella che è la sua confidente e il suo riparo dalle insidie del diventare grandi, un amore da dimenticare e un album nuovo degli U2 tra le mani. Il duemilaquattro sta finendo, e in una Brescia fredda e solare, Lu è già proiettato all’anno che verrà. Nuove sfide professionali?
Forse.
Nuovi amori da piazzare al riparo dal freddo?
Meglio per lui, direi.
Soprattutto, il nuovo tour della sua band in Italia, come sempre ogni quattro anni. Come un’olimpiade contemporanea, è il territorio della gloria e della polvere, dei resoconti e del conteggio degli anni che passano. Il primo con­certo da adolescente accompagnato e accudito, il secondo da liceale vissuto, il terzo da universitario saccente e consapevole. Ogni volta attorniato dalla solita
crew di parenti stretti e amici, una vera squadra che cambia di poco negli anni, e mai nell’essenza.
Sarà così anche per l’appuntamento dell’estate del duemilacinque a San Siro?
Nel mondo di Lu, questa è la madre di tutte le domande. Perché tutto muta troppo in fretta, ed è sempre maledettamente difficile ancorarsi a qualcosa di saldo. C’è bisogno di qualche certezza nella vita, e quella di Lu si chiama U2, ha il suono festoso di uno stadio pieno d’amore e le sembianze di una diapositiva dove gli attori crescono, ma la musica – la musica dell’anima - resta sempre uguale.
Timore che il tempo cancelli dall’iride la materia dei sogni, questa è la con­fessione.
Lu è un fan, ma non è un
fanatico. La sua passione è carica di ironia tanto quanto scevra dall’isteria. Non crede che un quartetto di signori di mezza età sia in possesso dell’eccellenza musicale, o addirittura etica.
Crede nella musica, questo sì. Nella sua forza redentrice, qualcosa di pode­roso e sottile che permea la coscienza emotiva e la sfera degli ideali.
Avrebbe potuto semplicemente andare in modo diverso, in fondo. Lu, un ragazzino che legge libri sul divano, colto alla sprovvista dal giradischi caricato a pallettoni di rock dai suoi fratelli maggiori, anno 1987. Un colpo dritto al cuore, la scoperta della musica – l’orecchio che porta ossigeno allo spirito. Poteva andare in cento altre maniere, ma quella raffica era una canzone,
Rejoice. Per caso, per destino – per affinità elettiva, altrimenti come spiegare i brividi? – Lu ha avuto in dono gli U2 per iniziare a girare la pellicola onirica dei suoi ideali, per riprenderla ogni volta dall’ultimo fotogramma.
Per riscoprirsi ancora innocente ed entusiasta come quel ragazzino esile illuminato da
una fulminea intro di Edge, una ritmica incessante e un cantante acerbo che con tutto se stesso, con ansia, con animo feroce cercava di chiedergli cosa avrebbe dovuto fare, cosa mai avrebbe dovuto dire. Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare il mondo in me.
Se gioisco.

PS: Tutti coloro che riconoscono se stessi in qualche personaggio o sequenza narrativa, si sbagliano. Ho usato molti nomi di gente che conosco solo per scarsa fantasia. Le figure di questo romanzo sono tutte totalmente inventate.
Ho un solo ringraziamento da fare: grazie ad (A).
Senza il suo supporto questo libro sarebbe rimasto incompiuto.

(L)

martedì 18 dicembre 2007

Live set


Les Musici


Caffè Letterario
(vicino p.zza Loggia) Brescia
Mercoledì 19 dicembre, ore 21.00


Per saperne di più
http://www.myspace.com/lesmusici


lunedì 17 dicembre 2007

Le so tutte! (24)







Le so tutte!
24° puntata

Classifica:
1) fondazione tl: 7 punti
2) cordons: 6 punti
3) lsd: 5 punti
3) l'apo e ladani: 5 punti
(N)

giovedì 13 dicembre 2007

Spot.



(N)

mercoledì 12 dicembre 2007

Natale In Casa CupiElle


"Lucariè, te piace o' presepio?"
Questa frase, come altre del teatro di Eduardo, fa parte del bagaglio natalizio di casa mia. In realtà la sentivo più spesso in passato, quando ero un pupo timido e il freddo di Dicembre significava solo tre giorni di tramontana che ti vietavano di passeggiare sul lungomare Gramsci.
All'epoca il presepe era appannaggio di mio padre, e quando sentivo quella frase, e il presepe lo vedevo finito, sapevo che il Natale era arrivato davvero.
Altri tempi, quelli dei ruoli familiari stabiliti e dei pastori fissi, che ritrovavi ogni anno; tempi in cui a Natale la citata commedia di Eduardo la passavano sempre su RaiUno il giorno dopo "Una poltrona per due".
Però, come dimostra l'eterno Eddie Murphy, le tradizioni natalizie sono dure a cambiare. A casa mia ci sono sempre alcune situazioni che fermano il tempo, e ti danno la consapevolezza che per fortuna non tutto cambia. Infatti ogni anno a casa mia...

... Si gioca a carte. Sette e mezzo e stuppa (forse in italiano si dice stoppa: è un gioco in cui devi fare 55 con tre carte. Ma non ho mai conosciuto qualcuno che sapesse le regole di questo gioco all'infuori dei calabresi). Si gioca pure a monacheddru (monachello): il due di spade vince il banco.

... Qualche serie di lucine smette di funzionare per motivi che sfuggono alla scienza.

... Il 24 di sera è più sentito del 25 a pranzo. Ma non per questo ci tiriamo indietro, anzi. Diciamo che la vigilia è più coreografica, per via dei regali e dei bambini. Da mia sorella grande a suo figlio, passando da me, un pupo che va fuori di testa per l'attesa spasmodica c'è sempre stato.

... Il 26 si fanno i tortelli in brodo di cappone. Sempre. Dogma culinario.

... Mio fratello scarta le uvette e i canditi dal panettone. Finisce di mangiarlo a San silvestro.

... Ci sono talmente tanti addobbi natalizi e lucine e babbi da fare invidia ai centri commerciali di Manhattan, perchè mia mamma ci tiene.

... Io mi lamento del fatto che la casa si è trasformata in una pista d'atterraggio psichedelica.

... Siamo, in effetti, tutti più buoni. Persino io. Lo so che sembra retorico, ma è proprio così. Quando li vedo tutti riuniti a fare casino, mi rendo conto che ho avuto tanto, quindi cerco di restituire qualcosa. Però non spartisco la mia porzione di tortelli con nessuno, fosse pure Babbo Natale in carne e ossa e giubbotto di renna.
Si sa com'è, il progresso. Le tradizioni cambiano...

(L)

lunedì 10 dicembre 2007

Fanta4 Int. League

Giusto per ammazzare il tempo durante il pizzoso decorso dello stato influenzale, ho scoperto che in queste ultime settimane la palma di "schiappa del fanta4" va a (T), che ormai tengo nel mirino a soli tre punti di distanza.
(S) invece viaggia saldamente al comando, mentre a (N) dico: l'Inter farà un altro scudetto record, e il Bologna una promozione con 7-8 turni d'anticipo.
Sono molto sportivo.


L

juventus 29
cesena 11
west ham 22 (-1)
az 21
benfica 25
bayer lev. 30
monaco 22
barcellona 31

Totale 191

N

inter 37
bologna 36
reading 17
feyenoord 29
boavista 9
stoccarda 25
psg 19
real madrid 35

Totale 207


T

napoli 21
pisa 34
liverpool 30 (-1)
ajax 31
sporting lisbona 20
hertha berlino 20
tolosa
21
atletico bilbao 17

Totale 194


S

milan 18 (-2)
brescia 30
manchester city 30
psv 30
porto 32
werder brema 33
bordeaux 29
siviglia 19

Totale 221

-
(L)

domenica 9 dicembre 2007

Il Servizio Sanitario Immaginario


Mercoledì 5 Dicembre, (A) è influenzata, anzi ha un febbrone pazzesco che dura tutto il giorno. Esco dal lavoro e chiamiamo la guardia medica, perchè sono le otto passate e perchè il medico di (A) è distante più di mille chilometri. A meno di tele-trasportarsi come Goku, direi che non abbiamo scelta.
La prima novità che scopro è che, contrariamente a quanto mi dicono tutti (compresa l'agenzia di lavoro temporaneo per cui lavoriamo entrambi) la guardia medica non fa visite a domicilio, o meglio non le vogliono fare. Quindi accompagno (A) fino in via Duca degli Abruzzi, e aspettiamo l'arrivo del medico.
Dopo la visita, scopro che il medico le ha dato due giorni. Considerando che Venerdì è il suo giorno libero (e il dottore lo sa), le ha dato un giorno di riposo.
Ho accompagnato (A) in macchina in una sera gelida, e lei scotta come un termosifone quando il medico la visita. Bene.
La terza perla invece brilla la mattina dopo quando, approfittando del mio giorno libero, vado in agenzia a lasciare il certificato per conto di (A). Il medico lo ha rilasciato sulla carta delle ricette, e non in duplice copia, quindi non c'è la copia per la previdenza sociale.
Insomma non va bene. (A) rischia di non vedersi riconosciuti i giorni di malattia, con una decurtazione in busta paga. Colti da ira funesta, sentiamo l'ASL, minacciando denuncia alle autorità competenti. Mentre (A) parla con l'ASL, io aspetto per strada il suo OK per filare dritto dai Carabinieri e denunciare tutti, a raffica.
Quelli dell'ASL passano la magagna alla medicina legale, che ci dice che quel pezzetto di carta va bene. Emergenza rientrata, ma se scopro a Gennaio che questi giorni mancano in busta paga, voglio andare fino in fondo.
-
La morale della storia è facilmente intuibile. In un'altra situazione, (A) non sarebbe neppure andata alla guardia medica (con l'autobus? alle nove di sera? con la febbre alta?)
Avrebbe perso i giorni, ma ancora peggio non avrebbe avuto nessun riscontro medico (tra l'altro il dottore non le ha prescritto NULLA).
Insomma per i lavoratori che si stabiliscono in un'altra città (e per tutti i turisti, immagino) il servizio sanitario è solo a pagamento. Infatti avrei potuto portare la mia ragazza dal mio medico, che l'avrebbe visitata, dietro esborso. O al pronto soccorso, idem.
Questo paese fa schifo, certo non lo scopro ora. Ma tutte le volte non finisci mai di stupirti.

NB: tra l'altro ora sono ammalato io, quindi domani vado dal medico. Spero un medico vero.
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(L)

sabato 8 dicembre 2007

Floozie che mette i video di sabato



Sonic youth - 100%

(T)

lunedì 3 dicembre 2007

Il vernacoliere


Spronato da (L) ed incoraggiato dai fedelissimi del Floozie, scrivo un breve post prima di dedicarmi al mio sport preferito (ovvero: soccare).

Ho letto che quest'anno ricorre il venticinquesimo anno dalla fondazione del mensile satirico livornese "Il vernacoliere". Ammetto di saperne ben poco (devo averlo letto forse una volta in vita mia); tuttavia credo che il suo umorismo non proprio sottile possa meritare un breve momento celebrativo sul nostro decadente blog. Sfogliando le più famose prime pagine del vernacoliere, raccolte per celebrare la ricorrenza dei 25 anni, ne ho scelta una, risalente agli anni '80, poco dopo la catastrofe di Chernobyl.

(N)

domenica 2 dicembre 2007

Save The Floozie


Praticamente, se qualcuno vedesse da fuori l'andamento del blog direbbe che siamo alla canna del gas. Ultimo post datato cinque giorni, ultimo commento tre giorni fa (a proposito: se tutti, compresa la redazione, fossero come L'apo, probabilmente ora saremmo quotati in borsa; e se cambiassimo la testata con un più riconoscente "Le Memorie Dell'Apo"?).
Che si fa in questi casi? Ci sono diverse ipotesi, tutte da vagliare.

Il metodo all'italiana.
Andiamo avanti come niente fosse, fregandocene e sperando che qualche legge ad hoc di qualche potentato locale risolva il problema al posto nostro, regalandoci finanziamenti a fondo perduto (fondi culturali, quelli che in Italia vanno pure ai cazzari di quartiere) che noi ci intaschiamo anzichè utilizzarli per la creatività del blog.

La chiusura con stile.
Floozie tra poco compie un anno (5 Gennaio), potremmo calare il sipario con classe, come i nuovi fumetti moderni che escono già con i numeri contati perchè sanno che la vita editoriale è breve.

La campagna di sensibilizzazione.
Si chiama l'appello dei fedelissimi, dei simpatizzanti e di tutti quelli che sanno di questo blog e con un piccolo sforzo di tutti si rimette in moto un blog che fino a qualche tempo fa era abbastanza spassoso. Facciamo pure il televoto e la raccolta delle donazioni, e con il ricavato andiamo da Mare a farci una serata col vino buono, altro che pizza e birra.

Metodo Padoa Schioppa.
Tassa per vedere Floozie.

PS: io lascio un commento per riprendere la lunga marcia del blog più cazzaro della rete.
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(L)

martedì 27 novembre 2007

The Best Ever - Rodney Mullen



(T)

domenica 25 novembre 2007

Happy birthday, (Mr P)resident!




Tutti gli amici di Floozie augurano un felice compleanno al nostro Mr P! Inoltre mille grazie per la splendida e generosa festa di ieri sera.. Sei per tutti noi un grande amico, oltreché un grande "membro" del nostro blog. W Mr P!

mercoledì 21 novembre 2007

Il colloquio dei colloqui (2)



Oggi mi è arrivata una notizia che ritengo a dir poco imprevedibile. Mi ha chiamato la ragazza di Man Power a distanza di un mese dal mio mitico colloquio (vedi il link) http://ildiariodifloozie.blogspot.com/2007/10/il-colloquio-dei-colloqui.html ,mi ha chiamato per dirmi che hanno selezionato proprio me. Come forse qualcuno ricorderà, ero convinto che fosse andato malissimo, e soprattutto ero stato "interrogato" dalla mia cattivissima vicina di casa. Ora però mi ha preso davvero in contropiede. Dico io: "Che senso ha decidere di assumere una persona, che ti sta su i c*glioni a priori come me?". Sono davvero confuso, non capisco cosa voglia da me. Il contratto partirebbe da lunedì prossimo e ha la durata fino a fine gennaio 2008. Non vorrei che questa sballata si stia divertendo e che dopo avermi fatto fare Natale, la notte di Capodanno (sono previsti turni notturni), mi dica ciao è stato un piacere. Tra le altre cose, ho nuovamente litigato con il suo vecchio sabato mattina in garage; ero con il mio amico Gianma in macchina, abbiamo incontratto il tizio e abbiamo discusso per chi si sarebbe dovuto spostare per far passare l'altro. (tipica lite da condominio da italietta)
Inoltre in CCIAA mi han detto (stra Zeong) che dopo metà gennaio dovrei ripartire con un nuovo contratto(ma non c'è nulla di certo), presumibilmente di sei mesi/un anno. L'unico motivo per cui son tentato di mollare la CCIAA è che dall'altra parte, se la mia vicina non fosse una sadica (non nego di essere un paranoico), potrebbe trasformarsi in un lavoro a tempo indeterminato. Chiedo a tutta la comunità floozie un piccolo consiglio poichè so che tra voi ci sono giuristi ormai avvocati, noti sociologi, filosofi, cazzari, musicisti, esperti d'arte ecc...insomma tutte persone iscritte al club della Bcc (Brescia che conta). Grazie a tutti
(T)

P.s Domani sera tardi devo comunicare la mia decisione!

domenica 18 novembre 2007

venerdì 16 novembre 2007

A Volte Ritornano (Bookshop, Un Anno Dopo)

Torno giusto ora dal diario di Ploozie (vedi commento e relativi ringraziamenti ad un lettore assiduo anche in questi tempi magri), un blog dove si discute di arte, di filosofia e cultura contemporanea. Su Ploozie mi sono appena aggiudicato, per dodici milioni di euro virtuali, questa micro riproduzione di Bierstadt intitolata "Temporale tra le montagne". Lo so, il titolo non è il massimo dell'originalità; infatti ho acquistato questo capolavoro solo per il nome dell'autore, che in italiano significa "birra allo stadio".
Le care vecchie abitudini...
Ho messo su questa introduzione bislacca per allungare il brodo del post e per entrare in clima museale. Difatti tra pochi giorni (per me pochissimi, perchè dobbiamo prima montarlo, il bookshop) riapre il baraccone delle "Grandi Mostre" a Brescia.
(Immagino un coro diviso a metà tra olè! e un più italico buu, fischiare!, quest'ultimo copyright di Mare, che ci guarda da Dublino).
Sono contento di ciò, e per diversi motivi:
- Potrò tornare nel luogo dove molti mesi fa di mattina scambiavo solo timidi e assonnati saluti con (A), e rifare la stessa scena per motivi professionali, ma ridacchiando tra me e me.
- Ricominciare ad avere uno stipendio, e non un salario un pò così (ho detto tutto...).
- Collezionare nuovamente le perle di saggezza dei miei eroici avventori, tanto apprezzate l'anno passato, culto e vanto esclusivo di questo blog.
Cosa si inventeranno stavolta? Certo, il titolo della mostra (un semplice America!) li avvantaggia rispetto allo scorso anno (Turmen-Tournèe e gli impressionismi, giusto per citare), ma io sono fiducioso: la mente umana sa varcare i limiti dell'assurdo e della fantasia nei modi più insoliti e improvvisi. E nei musei c'è ottimo e fertile humus per professionisti della caz*ata e schegge impazzite ancora da svezzare.
Io sono pronto, aspetto di essere illuminato dalla luce della verità artistica altenativa e investito dalla controsaggezza popolare.
Tutti i pomeriggi, fino a chiusura.
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(L)

martedì 13 novembre 2007

Forse Non Essenzialmente Rino

La cosa più bella è che diversi, tra amici e parenti lontani, mi hanno chiamato o mandato messaggi. Pensare a me quando il tema è Rino mi riempie di orgoglio. Questo, insieme al dato oggettivo di averci almeno provato, finisce nella colonna dei meriti di una fiction che, come mi aspettavo, ha fatto acqua da tutte le parti; al punto che, esasperato, mi sono rifiutato di guardare la fine che si preannunciava particolarmente melodrammatica, in linea con tutto il resto.
Come detto, me lo aspettavo. Una fiction è un prodotto di largo consumo, girato con attori non proprio di prima fascia e tendente alla semplificazione narrativa (principio che contesto, ma purtroppo è così). Inoltre tutti coloro che sono molto preparati in una determinata materia (e modestia a parte sono decisamente esperto di vita e opere di Rino) restano sempre delusi dalle rivisitazioni, barricandosi dietro i soliti pareri tecnici che lasciano il tempo che trovano: è la tv, non un documentario.
Però, il punto dolente è un altro: ho visto quasi per intero un film dove la musica era marginale, assente per lunghissime sequenze; dove gli elementi romanzati erano protagonisti e non di contorno; infine ho visto un ritratto di Rino molto lontano da quello che immagino fosse il suo carattere: ironico fino all'esasperazione, creativo, leggero, decisamente cazzaro e anarchico nel senso più nobile, e politico, del termine. Rino non era certo un poeta maledetto, o un tenebroso (nonostante i problemi con l'alcol che gli autori hanno avuto la decenza di non nascondere, nel clima apologetico della tragica fine del cantautore). Ho visto qualche sprazzo interessante all'inizio, dove un volenteroso Claudio Santamaria, chitarra alla mano, ha imitato in modo eccellente il giovane Rino degli esordi difficili. Ma, rovescio della medaglia, tutte le canzoni presenti nella colonna sonora sono state reincise da Santamaria. Bravo lui, ma se si fa un film senza avere nemmeno i diritti sulle canzoni originali, stiamo proprio alla frutta, al caffè offerto dalla casa. All'amaro.
Ultima, avvelenata considerazione: non è stata mai menzionata l'origine crotonese di Rino che, come me, ha cambiato città all'età di undici anni (io dodici). Se qualcuno, in un lontano futuro (zeong) decidesse di scrivere qualcosa su di me; se questo qualcuno si dimenticasse di citare la mia origine, che è parte fondamentale del mio modo di vedere e vivere le situazioni quotidiane; ebbene io a questo qualcuno direi di cambiare mestiere. O di cambiare soggetto.

PS: a chi volesse approfondire la storia di Rino Gaetano consiglio vivamente "Rino Gaetano - Live", di E. Di Marco; edizione Nuovi Equilibri, collana Eretica Speciale, anno 2001. Credo costi 13 o 14 euro.
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(L)

venerdì 9 novembre 2007

Uno Dei Migliori


Nils Liedholm

Qualche giorno fa, insieme a Enzo Biagi si è spento Nils Liedholm. L'ex calciatore e allenatore svedese aveva 85 anni. Arrivò in Italia nel 1961 per indossare la maglia del Milan. Con i rossoneri disputò 359 presenze realizzando 81 gol e vincendo 4 scudetti. Il "barone", come era soprannominato, da allenatore guidò il Milan, il Verona, il Monza, il Varese, la Fiorentina e la Roma.
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Nils Liedholm si era da tempo ritirato a vita privata, realizzando il suo sogno di bambino: possedere una fattoria e produrre (assaggiandolo, diciamo così) vino. La sua assenza dal palcoscenico calcistico era dovuta non solo all'età; infatti Nils, oltre ad essere un campione di straordinaria classe e dalla carriera luminosissima (contribuì a portare ad un passo dal titolo mondiale la Svezia, nel '58) era un uomo di grande cultura e di ironia sopraffina: troppo distante dal parametro dell'uomo di calcio odierno per poter ancora fare parte del giro.
Il modo migliore per omaggiare quest'uomo l'ho trovato su un quotidiano di qualche giorno fa, che ha riportato una serie di battute che Nils ha detto, con assoluta serietà (segno di grande ironia, ndl) e nel suo italiano mai completamente "compiuto", ai suoi pupilli.
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«Il mister ci raccontava di quando era calciatore: "Un giorno tutti tifosi S. Siro in piedi ad applaudirmi per cinque minuti". E noi: "Mister, aveva fatto gol?". Lui: «Noo, sbagliato primo passaggio dopo 3 anni!"». (Giuseppe Giannini)
«Una volta disse di aver effettuato una rimessa laterale dalla sua area così lunga da mandare in rete un compagno in attacco. E noi: "Mister, ma saranno 60 metri di distanza!». E lui, con quel suo ritmo lento. "Ma palla prima fatto rimbalzo a terra!"». (Roberto Donadoni)
«Spogliatoi e squadra riunita, racconta: "Per colpa mia, quando giocavo, una volta abbiamo preso gol in contropiede". Noi: "Mister, aveva sbagliato a difendere?". Lui: "Noo, mio tiro troppo forte sbattuto contro traversa e tornato in metà campo avversaria". Le sparava così grosse senza ridere che anche noi quasi ci credevamo». (Filippo Galli)
Poi quelle raccontate, e visto il personaggio sono pronto a scommettere sulla loro veridicità.
Altafini si nasconde nudo nell'armadietto di Rocco, e quando Rocco apre Altafini salta fuori sbraitando. Rocco urla per lo spavento e inizia a bestemmiargli dietro per dei minuti. Altafini,visto lo scherzo riuscito decide di rifarlo a Liedholm.
Stessa scena, solo che la reazione di Liedholm è stata molto diversa: nessuno spavento, mantiene la calma e dice ad Altafini: "questo non è il tuo armadietto."
Bruno Conti racconta spesso di aver dovuto sopportare lunghi viaggi in treno in trasferta con la Roma perchè Liedholm amava osservare i paesaggi. Questa passione costò alla Roma una eliminazione in Coppa Uefa nella Germania dell'Est e un'altra in Coppa Italia con l'Inter (perdendo tre a zero dopo aver vinto quattro a uno).
Posso unirmi? fu il commento che Nils riservò ad un noto calciatore della Roma degli anni Ottanta presentatosi all'allenamento in ritardo e in compagnia di due biondone sul sedile posteriore della sua auto sportiva.
Infine, leggenda vuole che Silvio Berlusconi, appena arrivato al Milan, avesse l'abitudine di criticare le scelte di Nils. Una volta Nils rispose ai giornalisti: "Berlusconi ha ragione: del resto lui all'oratorio giocava attaccante..."
Un mito, per davvero.
-
(L)

lunedì 5 novembre 2007

Floozie consiglia