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giovedì 11 ottobre 2007

Hate Parade

Secondo appuntamento con la classifica delle cinque cose che questa settimana hanno generato un piccolo ma rilevante moto di fastidio, astio e quant'altro nell'animo gentile di (L).

5. Dì qualcosa di (ultra)sinistra
Dopo il referendum indetto tra i lavoratori per il "protocollo Damiano", accettato con un plebiscitario 70/80% di consensi, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (PRC) ha dichiarato che, se non sarà modificato, voterà certamente no.
Un politico che conosce il polso del paese, e soprattutto una grande lezione di democrazia (ad uso interno).

4. Musica, maestro
Nutro davvero un senso di profonda frustrazione quando i DJ radiofonici si comportano come se avessero bisogno di una scusa per mettere un classico, o semplicemente una bella canzone che non è uscita nelle ultime due settimane.
Forse nessuno ve lo ha spiegato, ma è il DJ che sceglie la musica.

3. Repetita stufant
Sempre in ambito radiofonico, credo che adesso quelli di Virgin Radio abbiano iniziato a raccogliere abbastanza pubblicità da potersi permettere qualche canzone in più da trasmettere. Qualità alta, quantità da circolo dopolavoro della ferrovia. Avrò ascoltato "Friday I'm Love" sette volte in sette giorni...

2. Linea di confine tra osceno ed erotico
"Le tasse sono bellissime." Pensandoci a lungo, ho dedotto che potrebbe essere una dichiarazione di orientamento sessuale.
Il "Garden of Eden" comunque vi aspetta Sabato da mezzanotte in poi per un incredibile spettacolo per soli adulti. Star della serata: Eva Henger e un Atr42 turboelica della Guardia di Finanza.

1. Le vacanze di Ottobre Rosso
Ci sono due loschi individui che domani partono per Berlino.
Siete uno schiaffo alla laboriosità di questo bolg ed all'intera comunità lavoratrice di floozie. Vi odio/odiamo.
Non è vero, era una scusa per dei saluti ufficiali. Fate buon viaggio e divertitevi. Niente birre mi raccomando, e quando tornate non dite al ministro che l'autostrada in Germania non si paga.
Per lui è come uno strip della Bindi.
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(L)

venerdì 5 ottobre 2007

Hate Parade

Cari amici di Floozie, da giorni medito sulla possibilità di ritagliarmi uno spazio settimanale dove sfogare un pò di frustrazione e condividere tutte le piccolezze quotidiane che rendono la vita un pò meno facile. Oggi finalmente mi sono deciso, perchè mentre ero in macchina e pensavo ai fatti miei ho sentito una notizia alla radio che ha scatenato un attacco di bile anche in una persona mite e moderata come me.
Entrano nella classifica delle cose che odio di più situazioni estemporanee, classici della malsopportazione e tutto ciò che mi infastidisce (relativamente) abbastanza da meritarsi una citazione.
PS: spero di farne una rubrica settimanale, ma non prometto nulla.

Numero 5: Dida, il bugiardo con le gambe lunghe
Tutti sanno che i calciatori non brillano per intelligenza e per correttezza sportiva. Ora l'Associazione Italiana Calciatori (che esiste davvero, n.d.r.) può nominare un degno presidente. Errore decisivo e simulazione a dir poco goffa, sconfessata e stigmatizzata dagli stessi dirigenti del Milan. Eroe dei nostri tempi.

Numero 4: Tiggì, croce e supplizio
Tra cronaca nera narrata ben oltre il limite delle decenza, faziosità, finti scoop, buonismo e rubriche alimentari, è difficile restare calmi e indifferenti (mentre tutti intorno fanno colore).

Numero 3: La distanza di insicurezza
Vorrei comunicare a tutti gli automobilisti di Brescia e provincia, abituali frequentatori della Montichiari-Castenedolo-Brescia, che la distanza che metto tra la mia auto e quella che mi precede non è lo spazio per farmi sorpassare dagli idioti che scambiano la strada per una pista di esibizione. E' il margine per eventuali frenate brusche, deficienti.

Numero 2: L'orologiaio zelante
Venerdì scorso sono entrato dal primo orologiaio che mi è capitato a tiro per sostituire la batteria dell'orologio di (A). Entrato alle 10, sono uscito alle 10 e cinque con la promessa di avere una nuova batteria nel pomeriggio (dice che è un modello particolare).
Dopo una settimana, sto ancora aspettando. Quando mi incontrate per strada chiedetemi chi è, così sapete dove non andare.

Numero 1: Padoa Schioppa
«Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», con questa colorita espressione il ministro Padoa-Schioppa ha spiegato le misure "aiuta" 20-30enni previste in Finanziaria. «Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un'idea importante».
Sono certo che molti padri hanno un'altra idea su chi mandare fuori dai cog*ioni.
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(L)